Testimonianza – Patròne

Avrei voluto scrivere ancora alcune cose sulla Patròne. Di come il corpo
generoso, barocco di Marietta dia pienezza allo spazio e di come il
filiforme corpo della  padrona, incavato nel trono quasi a suggerire una
linea di fuga, gli conferisca profondità e lo renda essenziale e geometrico.
Una linea retta che solo alla fine si contorce. E ancora  di quanto fosse
significativa la recitazione  sovraeccitata e a tratti isterica
dell’attrice- si chiama Adriana? – che ha impersonato la signorina. Non
credo che si trattasse di imperizia tecnica, come è parso ad alcuni. Si può
avere una tale impressione solo sotto l’ipotesi banale che il testo sia
totalmente simpatetico con la sensibilità della signorina e prenda le
distanze dal mondo rappresentato dalla padrona e da Marietta.

Dal testo però traspare una compassione per tutto ciò che è umano, anche quando l’umano assume il volto dell’oppressione.
Ma se avessi integrato la lettera in questo modo, quelle righe si sarebbero
pericolosamente avvicinate a qualcosa di simile a una recensione, cosa che non volevo e non voglio fare.

A.B.

 

Una replica a “Testimonianza – Patròne”

  1. […] -A Bari arriva la ‘Patròne’: una commedia che fa riflettere (pure sul senso di famiglia) -Testimonianza – Patròne -Dal “Quotidiano” 11 Aprile 2010-Ma è proprio un mondo insensato, questo! -Quando lo sguardo […]

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