La Vallisa ” Giuseppe Solfato ” – Mola di Bari Presso Palazzo Roberti Il 29 agosto 2011 alle ore 20,30

Compagnia:  “LA VALLISA – GIUSEPPE SOLFATO

Già

“I BARESI”

Presenta a -Mola di Bari-

Presso Palazzo Roberti

Il 29 agosto 2011 alle ore 20,30

“La Patrone” di GIUSEPPE SOLFATO

con MARISA EUGENI, ANNAMARIA EUGENI, CATERINA FIRINU

Angoscia e ribellione nella feroce  Padrona di Solfato

Eccellente interpretazione di Marisa e Annamaria Eugeni e Caterina Firinu

Il gruppo già i baresi presenta il suo spettacolo La Padrona di Giuseppe Solfato. Gruppo saldo, maturo sono gli antesignani, i più genuini, della recente riscoperta del nostro dialetto. Il lungo viaggio di Solfato nel dialetto barese si ancora sempre ad una matrice culturale, ad un impegno di provocazione che realizza con tecniche moderne, un discorso che vuole ravvivare, creare, ove manchi, una tradizione e questa allontani dalla usuale provvisorietà dei fatti e fatterelli del vicolo, con problematiche moderne.

Il pezzo è una costante, ormai, dei testi di Solfato – un suo intento dimostrativo, didattico nella linea del teatro epico brechtiano. In molti momenti, per la sua essenzialità, richiama l’austerità di una moralità medievale.

La trovata narrativa è semplice: da una parte una ricca, avida padrona di casa, dall’altra una povera inquilina. Dal loro rapporto-confronto, che è nella linea padrone-servo, oppressore-oppresso, nascono una serie di risvolti particolari. La padrona esercita, con condiscendenze umanitarie, la sua tirannia sull’inquilina povera, la quale si vendica col pettegolezzo. Di questo, infatti, si serve per preparare una ribellione che, si illude, possa darle la ricchezza  della padrona. Mette contro madre e figlia in uno scontro  tra modernità di concezioni e tradizione, fino a provocare la fuga della ragazza ed un collasso della padrona.

Una scrittura scorrevole, sapientemente calibrata in un atto tragicomico nelle antitesi fra registri dialettali e lingua italiana. Interpretazioni pariteticamente esaltanti, avversando la dilagante patina di prevedibilità, cliché e Essenzialità con funzionale attenzione registica alla “parola”, propedeutica a delineare molteplici piani, stati d’animo e tematiche eterogenee A distenza di anni dalla genesi, “La Patrone” di Giuseppe Solfato, rivela una disarmante attualità, soprattutto perché supportata “in itinere” da una fruizione “leggera” e di “spessore” in contemporanea  conferendo a qualsiasi istanza capacità ontologica in relazione alle dinamiche quotidiane. con un cast ben variegato di primedonne: Annamaria e Marisa Eugeni e Caterina Firinu.

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LOCANDINA TRANI
LOCANDINA TRANI

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