Attualità 2 agosto 2010 – 14:08
Un male incurabile ha consumato in poco meno di un anno la vita straordinaria e colorata di Giuseppe Solfato. Autore e regista teatrale, scrittore, ordinario di lingua e letteratura straniera presso il liceo “Scacchi” di Bari, tra i fondatori della storica compagnia “i baresi”, il “professore” (così lo chiamavamo tutti), se n’è andato ieri nella sua casa nel centro di Bari. Approfittando del primo caldo pomeriggio d’agosto, cercando nella solitudine di una domenica d’estate il pretesto giusto per affidare alla riservatezza della sua città deserta la fine di una malattia che ha combattuto lucidamente fino all’ultimo, ma che negli ultimi mesi lo ha sopraffatto negandogli prepotentemente i suoi libri, i suoi scritti, la produzione delle sue opere, il laboratorio teatrale che teneva solo per i suoi ragazzi. Il mondo della cultura barese perde una mente colta, attivissima ed estremamente creativa che senza eguali ha saputo lavorare su una lingua – il barese – che solo con Giuseppe Solfato è diventata dapprima storia e poi poesia. Tra le sue opere ricordiamo: “La Patrone”, tragicommedia in un atto, “La rivolta del pane” due tempi storici, “Per donna sola” monologo che vi abbiamo raccontato qualche settimana fa e che Marisa Eugeni, attrice ed ispiratrice di molti lavori di Solfato, insieme alla sorella Annamaria, ha portato in scena nell’Auditorium La Vallisa di Bari. Tra i suoi scritti: “Aspettando la pioggia”, “Malallegra”, “Dualalia” e “Teatro”. L’ultimo saluto a Giuseppe Solfato questo pomeriggio nella Chiesa di San Marcello.
Annamaria Ferretti

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